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Monumento inaugurato il 27 gennaio 2016, in occasione del Giorno della Memoria, sorge lungo la ferrovia a pochi passi dalla nuova stazione dell’Alta Velocità. L’opera è il risultato di un concorso internazionale di progettazione, promosso appena un anno prima, per iniziativa della Comunità ebraica di Bologna, insieme al Comune, alla Regione e a numerose altre istituzioni pubbliche e private. Firmato dallo studio romano SET Architects, rappresenta un segno importante in un’area di trasformazione urbana. Si pone come un magnete per attirare le persone e farle riflettere, attraverso il coinvolgimento emotivo generato dalla forte carica simbolica delle forme. Due alti volumi in acciaio corten, leggermente aperti verso la strada, convergono in un varco largo appena 80 cm, a creare un forte senso di oppressione e spaesamento. Sulle facce interne, una griglia di vani rettangolari allude ai dormitori dei campi di sterminio, con una drammatica ripetizione modulare verso ogni direzione. All’esterno, soltanto una traccia di quelle celle: la superficie è liscia e ancora da scrivere con una vita diversa, opposta alla barbarie del passato grazie alla consapevolezza del presente. E proprio il passare del tempo caratterizzerà, giorno dopo giorno, l’aspetto dell’opera in corten, un acciaio che si ossida naturalmente all’aria aperta. Fra i due blocchi, una pavimentazione in pietrisco richiama la massicciata della ferrovia tra i campi di Auschwitz I e Birkenau, punto di arrivo dei convogli, dove avveniva la selezione delle persone abili al lavoro e di quelle destinate alle camere a gas.

 


 

Piazza Ponte Matteotti  (via Giacomo Matteotti / via De’ Carracci)