Cosa
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Dove

Rimangono a Palermo numerosi ricordi e testimonianze della passata presenza ebraica in città. Eccone alcuni:

Nella chiesa e chiostro della Magione (via Magione 44, http://www.basilicalamagione.diocesipa.it/contatti.html) è conservata una vera di pozzo con iscrizione ebraica, quasi sicuramente la stessa che Ovadià da Bertinoro aveva ammirato nella sinagoga nel 1487.


Nel Castello della Zisa e Museo d’arte islamica (piazza Zisa, https://www.coopculture.it/heritage.cfm?id=222) è conservata un’iscrizione cristiana del 1148 in quattro lingue: giudeo-arabo (arabo magrebino in caratteri ebraici), latino, greco bizantino e arabo, a testimonianza della multietnicità di Palermo. Sono anche esposti candelieri mamelucchi con iscrizioni ebraiche.


Nella Biblioteca comunale di Casa Professa (accesso da Palazzo Marchesi, piazza Santi Quaranta Martiri) è stato scoperto un miqveh che fu in uso dal tardoantico al medioevo (https://turismo.comune.palermo.it/palermo-welcome-luogo-dettaglio.php?tp=68&det=20&id=100).


Alla Galleria regionale della Sicilia (palazzo Abatellis – via Alloro 4, http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/palazzoabatellis/home.htm) nel lapidario è conservata l’epigrafe funeraria in ebraico di rav Yeqemiah, proveniente da San Marco d’Alunzio.


Il Museo archeologico regionale Antonino Salinas (via Bara all’Olivella 24, https://www.coopculture.it/heritage.cfm?id=251) conserva la lapide sepolcrale in greco di un ebreo, lucerne con menorah provenienti dagli scavi di Lilibeo nonché una ciotola medievale di ceramica con iscrizione in ebraico proveniente da uno scavo nel palazzo dello Steri.