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Comunità molto antica (IV sec.) come attesta anche una lettera di papa Gregorio Magno (598 e.v.). Divenne numerosa nel XV secolo tanto da costituire un settimo della popolazione locale. La città era importante centro per la tintoria. Il quartiere ebraico era situato nella parte più antica di Agrigento, la “terra vecchia”. Questa comprendeva la cittadella, la cattedrale, fino alla porta Biberria e la parte occidentale della città, oltre il “recinto del mulino” (scomparso nel 1841, ex quartiere militare di S. Giacomo) e la strada Amalfitana, ora via Sferri.

La sinagoga, chiamata Gema, nei pressi della strada Reale (“contrada ruga Reali”), confinava con Palazzo Pujades (poi orfanotrofio), con la Chiesa del Salvatore e con le strade pubbliche. Il suo lavamanoè stato adattato a fonte battesimale della chiesa del SS. Salvatore a Siculiana. Un podere sotto la chiesa di S. Lucia, appartenuto ad ebrei, è chiamato “orto della giudecca”. Si ignora la posizione del miqveh. Il gruppo ebraico agrigentino mandava in dono alla Cattedrale ogni Giovedì santo una lampada piena d’olio.

Il cimitero era situato sul poggio di Palaxino, ad est della chiesa di S. Diego, sotto la Porta dei Panettieri, fuori le mura della città. Gli ebrei lasciarono la città prima del termine ultimo del bando di espulsione, dopo aver venduto tutti i beni della comunità.

Nel Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo” è conservata una epigrafe ebraica del IV-V sec. ritrovata durante scavi del 1941 nella catacomba nota come Grotta di Fragapane. È nel deposito e si può vedere su prenotazione.


Museo archeologico Regionale “Pietro Griffo”
Contrada San Nicola, 12 – Agrigento
Info e contatti:
https://www.lavalledeitempli.it/itinerari/valle-templi/museo-archeologico-agrigento/

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