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Dove

Un insediamento ebraico stabile è documentato a partire dal 1577. Alcune notizie fanno tuttavia pensare a presenze di ebrei nel biellese già nei secoli precedenti. Il nucleo non fu mai numeroso e visse integrato nel tessuto sociale della città. I ghetti furono istituiti dai Savoia in Piemonte nel 1723, e gli ebrei di Biella furono concentrati nell’area del rione medievale biellese dove già in precedenza si erano stabiliti fra il corso del Piazzo e vicolo del Bellone. Proprio sull’edificio d’angolo è visibile un cartiglio che reca la scritta “Il ghetto degli ebrei”. Parte dell’originario impianto degli edifici è ancora leggibile: corti comunicanti e ballatoi collegavano i diversi ambienti interni, evitando il passaggio attraverso la pubblica strada.

Nel 1761 si contavano 26 ebrei. Alcuni erano autorizzati dai Savoia al credito su pegno, altri, dalla fine del secolo, al commercio di tessuti: le aziende dei Morello e dei Vitale acquisirono nel tempo rilevanza nazionale. Con l’Emancipazione del 1848 aumentarono per gli ebrei le opportunità professionali e, a differenza di altri piccoli centri che tendevano a svuotarsi, il gruppo di Biella aumentò fino a cento persone, grazie allo sviluppo industriale della città. Nel corso del Novecento la Comunità conobbe però un graduale declino e dal 1930 è accorpata a quella di Vercelli.

 


 

Biella/Piazzo, vicolo del Bellone 3