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L’antica Noto, situata sulle pendici del monte Alveria, ospitava una fiorente comunità ebraica che ci ha tramandato l’unico siddur (formulario di preghiere) siciliano conosciuto, oggi conservato alla Biblioteca Palatina di Parma (ms parmense 1741/de’ Rossi 570). La città fu distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita nell’attuale posizione in stile barocco. Anche il quartiere medioevale ebraico scomparve.

Rimangono tracce del passato ebraico nella valle ai piedi del monte Alveria in grotte adibite a ipogei funerari, alcune delle quali portano incisi la menorah. La più nota è la Grotta del carciofo (così interpretarono i contadini del luogo il disegno della menorah), rinvenuta ad est della casa Fiaccavento nei pressi dell’antica Porta della montagna, a nord dell’antico abitato.

Nel Museo civico archeologico di Noto (attualmente chiuso per restauro) è conservato un filatterio inciso su lastra di calcare, rivenuto nel 1940 sul monte Alveria e datato V-VI secolo. Altri filatteri magici incisi su laminette di metallo sono esposti al museo di Santa Croce Camerina (RG). Da Noto si raggiunge facilmente la valle del fiume Ippari su cui si affacciano numerosi ipogei sepolcrali ebraici di età tardo antica.

 


 

Grotta del carciofo
C.da Vaddeddi
per visite, rivolgersi all’agriturismo
tel. +39 3389733084
E mail villa@villaromanadeltellaro.com
www.villaromanadeltellaro.com

Museo civico archeologico di Noto:
(attualmente chiuso per restauro)
Monastero di Santa Chiara
da lunedì a domenica 10:30-13:00; 14:30-16:00
biglietto: euro 2,00