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Intorno alla metà del XX secolo, la cittadina di Sannicandro fu teatro di una inconsueta conversione all’ebraismo da parte di diversi abitanti del paese. Il gruppo era concentrato intorno alla figura di Donato Manduzio, contadino autodidatta, reduce invalido dalla prima guerra Mondiale, il cui afflato ebbe in particolare inizio in seguito a una visione, la notte del 10 agosto 1930. Manduzio iniziò allora a dedicarsi allo studio della Bibbia, dove gli sembrava di trovare risposte alla sua ricerca interiore. Condivise il suo pensiero dapprima con le persone a lui vicine, alcune delle quali lo seguirono. Prese contatto con la Comunità ebraica di Roma, che si interessò del gruppo predisponendo servizi e guidandolo verso la conversione. La situazione politica dell’Italia e, nel 1938, la promulgazione delle leggi razziali costrinsero tuttavia il gruppo a rimandare la propria adesione all’ebraismo. Dopo il 1943, la piccola comunità di Sannicandro entrò in contatto anche con la Brigata ebraica, che diffuse gli ideali del sionismo. Nel 1946 fu celebrata la conversione; Donato Manduzio morì due anni più tardi. Fra il 1948 e il 1949, quasi tutti gli ebrei di Sannicandro si trasferirono infine a vivere in Israele.

 

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Lucia Leone
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