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Fu costruita nel 1575 da ebrei provenienti dall’Italia centrale. Sorta originariamente in modesti locali al primo piano, fu poi collocata nell’attuale sede al terzo piano dello stesso stabile, con accesso comune ad alcune abitazioni. Anch’essa è visibile dall’esterno solo grazie alle cinque grandi finestre prospicenti il Campo, segnata dunque dall’importanza attribuita alla luce naturale oltre che artificiale.

L’aula ha pianta pressoché quadrata con disposizione interna bifocale (aron e bimah su lati opposti; sedute per il pubblico orientate verso lo spazio centrale). Gli arredi e l’apparato decorativo interno appaiono decisamente più austeri rispetto alle altre due scole di Ghetto Novo, ricche di dorature. La fascia bassa delle pareti è rivestita da una boiserie in ciliegio con panca fissa mentre quella superiore ha stucchi floreali chiari e iscrizioni dorate su pietra nera (1810). La stessa decorazione parietale prosegue in maniera uniforme anche nell’abside che accoglie la bimah. Separata da quattro colonne in legno, essa è collocata su un piano rialzato e illuminata da una lanterna a cupola.

L’aron ottocentesco, in legno scuro, è incorniciato da colonne corinzie e trabeazione; nel 1842 vi fu anteposta una balaustra a colonnine e archetti incrociati in legno.

 


 

Cannaregio 2894

Visite guidate su prenotazione a cura del Museo Ebraico di Venezia.

 

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