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Dove

Ebrei erano presenti a Trapani già nell’antichità. Era un gruppo piccolo (un settimo della popolazione) ma ben radicato nella città. Il quartiere ebraico si trovava nel quartiere San Pietro (o del Casalicchio) tra le mura di Levante e il porto. Il centro si sviluppava intorno a via della Giudecca, così indicata solo dal 1872. Vicino c’era piazza della Sinagoga o Meschita e un miqveh. La facoltosa famiglia Sala disponeva di un oratorio privato. Lungo le mura settentrionali (oggi c’è il mercato del pesce) si trovava il macello. Il quartiere è stato profondamente trasformato negli anni ’50; vi rimane il Palazzo Ciambra o della Giudecca, edificato nel XVI secolo sulla preesistente sinagoga. Rimangono alcuni toponimi come via degli Ebrei e via dei Tintori. Il primo cimitero era fuori porta Botteghelle. Un secondo, anch’esso fuori le mura oltre la via della Giudecca, era accanto alla chiesa di San Paolo. Fu smantellato nel 1495 e le lapidi usate come pietre di confine e per lastricare le strade.

Gli ebrei di Trapani lavoravano il corallo, tessevano e tingevano la seta e lavoravano il tonno, che essi stessi pescavano. Erano anche muratori e fabbri e curavano l’importazione del ferro dall’isola d’Elba e dalla Spagna.  La famiglia ebraica Sala fornì al regno di Sicilia due ambasciatori e un banchiere.

Il Museo Regionale interdisciplinare “Agostino Pepoli”, attiguo al santuario di Maria SS. Annunziata, espone nel lapidario tre lapidi sepolcrali in ebraico e giudeo-arabo rinvenute nel 1887 durante al costruzione del mercato del pesce e tradotte da mons. Bartolomeo Lagumina e dal rabbino Marco Mortara.
http://www.regione.sicilia.it/bbccaa/museopepoli/MuseoPepoli.html

La Biblioteca Fardelliana (Largo San Giacomo 18, lun-ven 9-13.30, 15-19.30, sab 9-13, tel. +39 0923 21540 – 21506) custodisce un manoscritto del XIV secolo di Abulafia visionabile su prenotazione.