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Dove

Le prime notizie di un nucleo ebraico a Ivrea risalgono agli anni ’40 del XV secolo, quando contro gli ebrei della zona si verificarono violenti tumulti e il tentativo di saccheggiarne i depositi di pegni. Una presenza stabile è successivamente documentata con l’arrivo nel 1547 di quattro fratelli dediti a commerci che ottennero una condotta per dieci anni. La Comunità, all’epoca, viveva nel sobborgo di Borghetto presso il Ponte Vecchio.

Le condotte venivano regolarmente rinnovate grazie al versamento di ingenti somme nelle casse della città. Nel corso del XVII secolo molti ebrei delle campagne circostanti, in fuga da aggressioni ed episodi di intolleranza, si spostarono a Ivrea e la comunità, divenuta più numerosa, fu trasferita in una zona centrale nei pressi di via Arduino. Il ghetto fu istituito dai Savoia nel 1725 in un caseggiato dell’attuale via Quattro Martiri, dove tuttora rimane la sede comunitaria. Nel censimento del 1761 si registravano 57 abitanti.

Nel 1801 una banda di contadini delle campagne circostanti si riversò in città per devastare e saccheggiare il ghetto. Lo scampato pericolo, grazie all’intervento della municipalità, fu celebrato dagli ebrei eporediesi per molti anni.

La parità dei diritti arrivò nel 1848; per alcuni anni la Comunità continuò ad aumentare, anche grazie allo sviluppo industriale della città; con la crisi industriale che ha colpito la città la comunità si è ridotta sempre più fino alle poche unità attuali.

 


 

via Quattro Martiri